Chernobyl, 26 aprile: il ricordo del disastro sullo sfondo della guerra

Oggi 26 aprile 2022 ricorre il 36° anniversario del “disastro di Chernobyl”, un incidente nucleare che non sarà mai più dimenticato.

Avvenne nella notte alle ore 1:23:45 di quel 26 aprile 1986 nel reattore n. 4 della centrale nucleare nell’allora Repubblica Socialista Sovietica Ucraina, classificato al settimo livello, il massimo, della scala delle catastrofi INES (International Nuclear and radiological Event Scale) al pari di quello avvenuto a Fukushima in Giappone, quasi venticinque anni dopo, il 16 marzo del 2011.

La causa del disastro sarebbe stata una procedura errata durante un test di sicurezza sul reattore nucleare RBMK per la definitiva omologazione dell’impianto consistente nella verifica dell’alimentazione delle pompe di raffreddamento in caso di black-out elettrico.

Le autorità sovietiche all’inizio non divulgarono la notizia, ma dovettero ammettere l’incidente alcuni giorni dopo quando l’aumento anomalo delle radiazioni atmosferiche venne rilevato in diversi paesi europei come la Svezia, la Finlandia e l’Europa orientale, ma anche l’Italia, la Francia, la Germania, l’Austria, la Svizzera ed i paesi balcanici.

Non solo diverse città e villaggi vicini all’impianto ma anche l’intera foresta, che circondava l’impianto nucleare, vennero investiti dalle radiazioni; la foresta, ormai denominata “foresta rossa” per via delle cime diventate completamente rosse dopo l’incidente, e che resterà contaminata per i prossimi 24.000 anni.

All’orrore della guerra che da oltre due mesi miete anche vittime civili, oggi si aggiunge il ricordo che non possiamo dimenticare: quell’anno, il 1986, la mia generazione aveva circa 20 anni ed ha accolto con tanta paura l’avvenimento cambiando anche la piccola quotidianità come la ricerca del cibo (latte, verdure, ecc.) non contaminato.

Ma il peggio sarebbe venuto subito dopo: malattie come il tumore alla tiroide soprattutto nei bambini ed adolescenti, intere famiglie del luogo evacuate, sia pure con colpevole ritardo, dalle zone circostanti.

Subito dopo è’ pure scattata la generosità di tante famiglie italiane che hanno cominciato ad accogliere tante persone, soprattutto bambini ed adolescenti sfidando anche psicologicamente l’orrore del nucleare.

Purtroppo forse non abbiamo tutti capito a sufficienza, nel primo periodo, quanto fosse pericoloso quello che era successo, cioè l’esplosione di Cernobyl. Però secondo le associazioni antinucleariste come Greenpeace si era allora ipotizzato fino a 6.ooo.ooo decessi su scala mondiale, nel corso di settanta anni. Comunque molto si è detto su Chernobyl. Ma certamente per chi lo ha anche solo appena sfiorato, è stato uno spettro di morte.

In questi giorni la Russia, a seguito dell’invasione dell’Ucraina, ha occupato per poco più di un mese prima di ritirarsi tutta la zona di Chernobyl con scavi di trincee e ricoveri per i mezzi cingolati. Secondo notizie diffuse dalla stampa internazionale, confermata dall’Agenzia nucleare Energoatom, i militari russi sarebbero stati esposti alle radiazioni della “foresta rossa” in assenza di tute anti radiazioni rimanendo seriamente contaminati. Ma è possibile che esistono fino a poco tempo fa dei tour turistici intorno alla aerea anche se serve un permesso e ci sono guide autorizzate?

E’ così tanto pericoloso il fascino della mortale e spaventosa foresta rossa?

RIPRODUZIONE RISERVATA

Autore dell'articolo: Nunziata Fiorito

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.