Green pass e tamponi: in Italia le regole più severe sul lavoro

Dopo appena tre settimane dalla pubblicazione del decreto legge del 21 settembre 2021, n. 127 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 226 sempre del 21 settembre) e riguardante il “green pass” o certificato verde, il Governo italiano, presieduto da Mario Draghi, si appresta a varare altri due D.P.C.M. (Decreti del Presidente del Consiglio dei <ministri) sull’uso dei green pass nei luoghi di lavoro a partire da venerdì 15 ottobre. Intanto, fra le polemiche, i portuali, con in testa quelli di Trieste e di Genova, hanno ottenuto di poter effettuare i tamponi in modo gratis dopo le minacce di bloccare tutte le attività portuali, la medesima situazione è prevista per le migliaia di lavoratori dell’ I.L.V.A. di Taranto; molti lavoratori italiani, si stima circa 4 milioni, sono ancora senza certificazione, circa 300mila nel settore pubblico e diverse migliaia anche fra le forze dell’ordine.

Un confronto con l’Europa e gli Stati Uniti d’America

La situazione sull’uso del “green pass” si presenta molto variegata sia in Europa che nel resto del mondo. In Italia la presa di posizione del Governo di rendere obbligatorio l’uso del “green pass” per poter entrare in luoghi pubblici (ristoranti, cinema, teatri, musei, ecc.), ma anche per tutti i lavoratori pubblici e privati (ed il vaccino al personale sanitario) risulta essere fra le più restrittive tra tutti gli Stati del mondo.In Francia ed in Germania i requisiti anti Covid-19 per poter andare al lavoro sono molto stringenti, mentre in Belgio, Gran Bretagna ed Olanda le richieste del “green pass” vengono limitate a particolari situazioni di sicurezza. In Spagna, attualmente, non esistono restrizioni per i luoghi di lavoro, mentre in Grecia ai non vaccinati viene richiesto di effettuare un tampone a settimana, con proprie spese, ad ogni dipendente, pubblico o privato (in Italia la validità è per ora limitata ad appena 48 orr).In altri Stati non europei  come gli Stati Uniti d’America, è prevista l’obbligatorietà del vaccino per i dipendenti pubblici federali, così come per tutti gli appaltatori che lavorano col pubblico, per i privati che lavorano in aziende con più di 100 addetti, ma in caso di mancata vaccinazione basterà effettuare un tampone negativo a settimana; va ricordato che i singoli Stati ed anche le singole aziende possono decidere di applicare anche sanzioni più severe. Nel vicino Stato del Canada è stato introdotto di recente l’obbligo del vaccino per tutti i dipendenti statali a partire dal prossimo 30 ottobre; a vaccinazione dovranno sottoporsi personale e viaggiatori, dai 12 anni in su, che si spostano con aerei, treni e navi.

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio

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