La variante delta sbarca in Sicilia: timore per le mutazioni

La “variante delta”, così come viene adesso denominata quella “indiana”, continua non solo a diffondersi in circa 90 Paesi tra i quali la Gran Bretagna e la Russia, ma ad evolversi ancora giungendo a contare, per ora, tre differenti versioni in circolazione. Un elemento particolare della forma originaria, la K417N, permette una propagazione molto alta, pari ad una percentuale del 60%, rispetto alla “variante alfa”.Ad una seconda mutazione è stata assegnata la denominazione B.1.617.3; ad una terza, sempre scoperta dal Centro di ricerche indiano, la denominazione è B.1.617.2.1 o più brevemente AY1.

Alcuni giorni orsono i laboratori del Policlinico di Palermo, in Sicilia, hanno riscontrato la positività per la variante delta su una ragazza della provincia di Agrigento, proveniente proprio da una zona della Gran Bretagna con una percentuale molto alta di casi con “variante delta”. In precedenza anche su un marittimo dell’India, imbarcato su una nave da crociera, era stata riscontrata la medesima variante, come pure su una decina di migranti, provenienti dal Bangladesh, appena giunti sull’isola di Lampedusa. I contagi totali si mantengono in Sicilia tra i più alti in Italia ponendola ogni settimana nei primi posti tra le altre Regioni. Tuttavia da lunedì 21 giugno l’isola verrà posta in “area bianca”, ancora due altri Comuni, in provincia di Enna, Aidone e Troina, sono stati posti in “zona rossa” per l’alto numero di contagi registrati.

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio

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