Lavoro: in sanità oltre metà delle infezioni Covid

La Consulenza statistico attuariale dell’I.N.A.I.L. (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro) ha pubblicato online il 15esimo “Report nazionale” sui contagi da Covid-19 avvenuti sul lavoro. Sono 551 i decessi avvenuti sul lavoro per la pandemia da Covid-19.   Dall’inizio della pandemia sino al 31 marzo scorso risultano ben 165.528 le infezioni di origine professionale pervenute all’Istituto, pari ad un quarto circa del totale delle denunce di infortunio. Il dato aggiornato al 28 febbraio era di 156.766 casi con un aumento di 8.762 casi.

I casi codificati riportano che la “Sanità e l’assistenza sociale” è quella che detiene il triste primato con una percentuale del 67,5 sul totale complessivo: In dettaglio maggiormente interessati sono i tecnici della salute (infermieri, fisioterapisti, ecc.) al 38,5%, seguita dalle professioni qualificate nei servizi sanitari e sociali (operatori socio-sanitari) al 19,0%, i medici all’8,8% seguiti dalla professioni qualificate nei servizi sanitari e di istruzione al 4,8%.

La ripartizione territoriale vede in testa il Nord-Ovest col 44,0%, il Nord-Est col 24,5%, il Centro col 14,7%, il Sud col 12,3% e le Isole col 4,5%. A livello regionale in testa la Lombardia col 26,0% degli eventi denunciati, seguita dal Piemonte (13,6%) e Veneto (10,7%), percentuali inferiori al 10,0% per le altre Regioni Italiane. A livello provinciale il triste primato spetta a Bergamo (8,7%), seguita da Milano (8,3%), Roma e Napoli (7,1% per entrambe).

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio

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