Concorsopoli: l’inchiesta arriva fino alla pneumologia milanese

Secondo gli inquirenti “Esiste un centro di potere che gestisce la cosa pubblica come se fosse cosa propria”.

Da Firenze l’inchiesta “Concorsopoli” partita dalle vicende dell’Ospedale universitario Careggi risale l’Appennino per giungere fino a Milano.  Fra gli indagati infatti, come riportato da diversi organi di stampa, si trova il professore Stefano Centanni, ordinario di Malattie dell’apparato respiratorio all’Università degli Studi di Milano ed il professore Francesco Montorsi, ordinario di Urologia all’Università Vita Salute San Raffaele di Milano. L’inchiesta al momento coinvolge 39 persone.

Alcuni dettagli dell’inchiesta: il concorso di Urologia a Milano

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti emergono taluni dettagli che vedono coinvolti Montorsi, che in accordo con Centanni e Marco Carini, quest’ultimo professore ordinario di Urologia all’Università degli Studi di Firenze, avrebbero agito “perché venissero bandite e pilotate, in ottica spartitoria, due posizioni di professore ordinario di Urologia all’Università di Milano per gli ospedali San Paolo e San Donato da destinare a vincitori predeterminati, impegnandosi a far ritirare la domanda a candidati sgraditi”. Ancora il lavoro dei magistrati prosegue e dunque gli indagati avranno modo di chiarire le loro rispettive posizioni. L’attenzione della magistratura nei confronti del mondo universitario prosegue anche su altri versanti. Da segnalare appunto, una recente inchiesta su presunte irregolarità amministrative emerse sull’utilizzo di sistemi informatici dell’Ateneo di Salerno, con 42 indagati tra studenti e familiari.

Perché dunque mandare i figli all’Università?

Il susseguirsi di notizie sul mondo universitario, l’inchiesta di Catania “Università bandita”, poi questa di Firenze che giunge fino a Milano, ed adesso quella di Salerno, lascia con rammarico un punto interrogativo se si tratta di un vaso di Pandora finalmente aperto oppure solo di una bolla di sapone; gli indagati sono appunto presunti innocenti fino a sentenza passata in giudicato. Ma come padre mi chiedo quale sia il motivo che spinge noi genitori a tanti sacrifici, sia economici per non parlare della lontananza, per poi scoprire che li mandiamo dentro un mondo di tal fatta. Curiosando in una banca dati giuridica scopro che alla sola parola chiave “università” si trovano quasi mille sentenze pronunciate dalla Cassazione Penale concentrate negli ultimi 20 anni. Non possiamo sapere se tutte queste inchieste produrranno quel miglioramento che in tanti speriamo. Talvolta però di alcuni miglioramenti neanche ci accorgiamo. Pensiamo al concorso per l’ingresso nelle scuole di specializzazione: è molto criticato però permette a tutti i giovani medici di ambire da pari verso il loro sogno. Una volta, purtroppo non troppo tempo addietro, la logica per l’ingresso nelle scuole di specializzazione in medicina aveva ben altri criteri. Non dovrebbe un professore essere fiero del proprio allievo che è emerso come migliore fra altre migliaia di colleghi medici? Io da genitore dico di sì, vai dunque all’Università figlio mio ma stai attento, mi raccomando, a quel vaso di Pandora.

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio

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