Epidemia e cinema: raccontare la lotta per la salute

Promossa dal Ministero per i Beni e per le Attività Culturali e per il Turismo, ha preso il via domenica 11 ottobre scorso a Palermo la mostra “Salus populi. Epidemia e cura: dalle carte d’archivio al cinema” nell’ambito della “Domenica di carta 2020” che ha coinvolto gli Archivi di Stato di tutta Italia. L’evento in corso a Palermo assume particolare rilievo per l’intervento dell‘Archivio Siciliano del Cinema (ASCinema); la mostra si svolge presso l’oratorio settecentesco dell’ex convento di Santa Maria degli Angeli, detto della Gancia, e rimarrà aperta fino al 14 gennaio del 2021, visitabile nelle giornate di martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9,30 alle 12,30 nel rispetto delle normative sanitarie nazionali e regionali in atto.

L’esposizione allestita quest’anno verte sulla pandemia nel cinema secondo una traccia che fa riferimento “alla luce dell’attualità stringente e al fine di diffondere la conoscenza della memoria conservata negli archivi sulle emergenze sanitarie del passato dando anche seguito a significativi percorsi di ricerca intrapresi nei mesi scorsi” secondo le indicazioni dello stesso Ministero. La storia mondiale è stata segnata nei vari secoli da ricorrenti pandemie caratterizzando l’economia, la politica e lo sviluppo delle popolazioni colpite. In questo contesto l’ASCinema, a Palermo, ha curato la presentazione di cinque opere cinematografiche rivolte alle epidemie di colera e di peste, ma anche verso la salute pubblica e la prevenzione, attuata nel lontano 1377 dalla Serenissima, la Repubblica di Venezia, con la quarantena come prima forma di profilassi sanitaria.

Dal cinema alla letteratura

Nel capoluogo siciliano in mostra pure materiale cartaceo raro ed inedito come cineromanzi, foto di scena, manifesti e brochure e ben cinque film selezionati. Si inizia con “La storia di una capinera” (regia di Gennaro Righelli, 1943) dal romanzo di Giovanni Verga con una trama al tempo del colera, giunto in Italia nel 1835 e in Sicilia due anni dopo e che causò la morte di circa 70.000 persone; “I promessi sposi” (diretto da Mario Camerini, 1941) con la trasposizione del romanzo di Alessandro Manzoni con i capitoli XXXI e XXXII dedicati alla diffusione della peste; “Il ponte dei sospiri” (diretto da Mario Bonnard, 1940) tratto da un’opera dello scrittore francese Michel Zévaco con al centro una Venezia colpita dalla pestilenza portata dalla pirateria turca lungo le coste adriatiche; “Il settimo sigillo” film del 1957 dello svedese Ingmar Bergman con al centro l’orrore portato dalla peste e, infine “La maschera della morte rossa” (regista Roger Corman, 1964) tratto da un racconto di Edgar Allan Poe con la grande pestilenza che colpì l’Europa per decenni e, raggiunta la Sicilia nel 1.347, durò per ben quattro secoli.

A completamento del programma cinematografico e documentaristico è prevista anche la proiezione di un documentario sulla influenza “Spagnola” sviluppatasi all’inizio del Novecento. Da segnalare altre conferenze che si sono tenute in Italia: a Varese “Il cholera morbus del 1854 a Sesto Calende”, a Messina “Cura e rimedi nella Messina antica” ed a Milano “La tutela che cura”.

In alto cineprese ed altri strumenti d’epoca in esposizione; in basso una delle sale espositive nel corso di una visita alla mostra. Immagini gentilmente fornite dall’Ufficio Stampa di ASCinema di Palermo.

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio