Covid-19 in Italia: la variante inglese nel 54% delle infezioni

Si è innalzata alla percentuale del 54% delle nuove infezioni in Italia la “variante inglese”, VOC 202012/01 (lineage B.1.1.7); questo il dato della seconda indagine condotta dall’I.S.S. (Istituto Superiore di Sanità) sulla prevalenza delle varianti del virus Sars-CoV2. Quella “brasiliana” (P1) si attesta al 4,3%, mentre la “sudafricana”, 501.V2 (lineage B.1.1.351) è dello 0,4%. La stima, al 18 febbraio scorso, giunge dalla più recente “flash survey” predisposta dall’I.S.S. e dal ministero della Sanità in collaborazione con i vari laboratori regionali e la Fondazione Bruno Kessler di Trento. E’ altresì emerso che dall’Umbria la “variante brasiliana” si sta espandendo alle Regioni vicine, Toscana e Lazio. Intanto il nuovo D.p.c.m., valido fino a Pasquetta 2021, detta le regole in tutta Italia mentre aumentano le restrizioni locali con “zone arancioni” rafforzate o “zone rosse” che interessano Bologna e Modena in Emilia Romagna, Como e Cremona in Lombardia. Gli abitanti della Sardegna, ad eccezione di San Teodoro e dell’isola La Maddalena in “zona rossa”, si godono i primi vantaggi derivanti dalla “zona bianca” dichiarata dall’ordinanza n. 4 del presidente regionale, Christian Solinas. Tra le altre misure più recenti adottate dal Governo italiano cambio al vertice della Protezione Civile, affidata a Fabrizio Curcio, e la nomina del generale Francesco Paolo Figliuolo quale Commissario straordinario per l’emergenza Covid.  

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Autore dell'articolo: Mimmo Pirracchio